lunedì 5 dicembre 2011

Commento alle letture

8/12/2011 IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Colore liturgico: Bianco

PRIMA LETTURA (Gen 3,9-15.20)
Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.

Dal libro della Gènesi

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.
Parola di Dio

Sin dai primi tempi della cristianità, prima gli Apostoli poi i Padri della chiesa, hanno letto il brano della Genesi alla luce della venuta di Gesù, legando la figura di Eva, prima donna del creato, che con il peccato, unita ad Adamo, ha coinvolto tutta l’umanità, a Maria, che accettando il progetto di Dio, fa sì che, attraverso suo figlio Gesù, questo peccato possa essere definitivamente sconfitto.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!


Il Salmo 97 ci invita a gioire e a cantare al Signore inni di gioia e di ringraziamento per il dono che ha voluto farci per mezzo di Maria, è un canto nuovo, perché questo evento rappresenta la nascita di un mondo nuovo che trova compimento in Gesù.


SECONDA LETTURA (Ef 1,3-6.11-12)
In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
Parola di Dio

San Paolo, nella sua lettera agli Efesini, ci ricorda che nel piano originario di Dio non poteva aver posto solo la condanna nei confronti dell’uomo che lo aveva tradito scegliendo liberamente il peccato, ma la nascita di Gesù avvenuta per mezzo di Maria, è segno di quella redenzione che Dio aveva già preordinato sin dall’inizio dei tempi. Quando Paolo parla di predestinazione non intende, come spesso alcuni fanno, ad un ineludibile destino che si cala su di noi, ma vuol dire che il progetto che Dio ha per tutti è quello che siamo tutti destinati a diventare suoi figli in Gesù, e Lui ha operato per questo donandoci suo Figlio, ma questo non toglie all’uomo la possibilità di dire di no, come fecero Adamo ed Eva che si scoprirono nudi, cioè vulnerabili senza l’aiuto di Dio.

VANGELO (Lc 1,26-38)
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

Nel vangelo di Luca troviamo il conosciutissimo brano dell’annunciazione che ha dato tanti stimoli ai pittori di tutti i tempi. In questo racconto ci appare una bellissima figura di Maria, una giovane fanciulla che ha una fede in Dio molto forte, ma allo stesso tempo non priva di dubbi “Com’è possibile?”, ma che alla fine sboccia in quel “Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che tu mi hai detto”, un cedere alla volontà di Dio, anche se non compresa sino in fondo, ma consapevole della certezza che alle cose impossibili ci avrebbe pensato Lui. Viene spontanea una domanda “E se avesse detto di no?”. Fortunatamente Dio sa che quando ci chiede qualche cosa è perché quello che chiede è possibile, ma noi siamo sempre pronti, come Maria, a dire “eccomi”, anche se non tutto ci è chiaro?